"Fare discepoli maturi per la gloria di Dio"
Ci sono persone che ancora non credono nella morte di Gesù. Dicono che non è morto sulla croce ma è semplicemente svenuto o fingeva di essere morto. Perché inventare storie per negare la morte di Gesù?
ci sono troppe evidenze (anche evidenze non cristiane) che testimoniano che Gesù ha vissuto ed ha servito la gente.
L'entusiasmo dei discepoli dopo la risurrezione, la crescita della chiesa antica, l'esistenza della chiesa fino ad oggi danno evidenza che i credenti di oggi ed allora servono un leader vivo, non un capo morto in disgrazia.
Non è possibile negare la vita di Gesù prima della croce e dopo la croce. Quindi, o devi credere nella risurrezione e signoria di Gesù Cristo o devi negare la Sua morte. Per chi non vuole inchinarsi per dichiarare che Gesù è Dio, che Gesù è vivo, che Gesù lo ama, e che Gesù gli chiede il loro amore, deve negare la croce.
Allora, la morte di Gesù è stato un atto di inganno o un atto di amore? Ci sono evidenze convincenti che Gesù è veramente morto per noi? Diamo un'occhiata agli eventi intorno alla morte di Gesù di Nazaret. Egli fu...
“Tristezza”, “angoscia”, “tristezza mortale”, “oppressione”, “gettandosi con la faccia a terra” sono parole che descrivono uno che aspetta la morte (non lo svenimento). Gesù anticipava la Sua morte (Matteo 26:2). Perché l’ha fatto?
"La frusta era il pauroso flagellum, fatto intrecciando pezzi di ossa o di piombo nelle cinghie di pelle. La vittima era spogliata e legata ad un palo.”“Le vene del sofferente erano scoperte, ed i... muscoli, tendini, ed intestini della vittima erano esposti.” {Eusebio, 3º secolo, citato in Il Caso per Cristo, Zondervan}
Un certo Dottor Metherell (vedi le sue qualifiche sotto) afferma, “Sappiamo che tante persone sarebbero morte con questo tipo di flagellazione anche prima di essere crocifisse. Al minimo, la vittima proverrebbe un dolore tremendo e andrebbe in shock ipovolemico….
“Ipo” vuol dire “basso”, “vol” vuol dire “volume”, e “emico” vuole dire “sangue”, quindi shock ipovolemico significa che la persona soffre gli effetti di aver perso una gran quantità di sangue. Questo risulta da quattro conseguenze:
Gesù aveva difficoltà nel portare la croce e poi è crollato ed aveva sete. Ha forse potuto fingere questo? Quanto sangue deve perdere prima che ci crediamo? Deve soffrire e deve morire per noi. Ma perché lo vuole fare?
Prima i polsi erano inchiodati alla trave, poi l’hanno innalzato e l’hanno fatto cadere sul palo più lungo, tirando i nervi già schiacciati. Poi, hanno inchiodato i Suoi piedi sul palo. Con le braccia stese in modo esagerato. Il Dottor Metherel dice, “Tutte e due le spalle si sarebbero slogate.”
Perché non dice, “Basta! Padre, aiutami!”?
Secondo Dottor Metherel durante una crocifissione, “…le tensioni sui muscoli e il diaframma mettono il torace nella posizione di inalazione; semplicemente, per espirare, l’individuo deve spingere su con i piedi per alleviare la tensione sui muscoli per un momento…. Dopo avere potuto espirare, la persona potrebbe scendere giù per inalare ancora una volta…. Questo continuerebbe fin quando la fatica completa prende il sopravvento, e la persona non sarebbe più capace ne di spingersi su, ne di respirare ancora.”
Sapete il brutto di tutto questo? Gesù sapeva, “Questo sarà il mio ultimo respiro. So che non posso alzarmi più dopo questa volta.”
Non fingeva. Quando si è alzato per l’ultimo respiro, perché ha scelto di non chiamare migliaia di angeli per soccorrerlo ma di scendere nell’ultima inalazione, nell’ultimo respiro, e nella morte.
Quando hanno trafitto Gesù, perché uscivano sangue e acqua?
Dottor Metherel risponde, “Anche prima della Sua morte…lo shock ipovolemico [ossia la perdita di sangue] avrebbe causato un rapido e sostenuto battito cardiaco che avrebbe contribuito all’arresto cardiaco, risultando nella collezione di fluido nella membrana intorno al cuore, chiamato effusione pericardiale, ed anche intorno ai polmoni, chiamato effusione pleurale…. La lancia apparentemente ha attraversato il polmone destro e poi il cuore, di modo che quando è stata estratta la lancia, il fluido—l’effusione pericardiale e l’effusione pleurale—è uscito. Questo fluido appare come un liquido chiaro, come l’acqua….”
Dopo l’uscita di questo fluido con l’apparenza d’acqua, sarebbe uscito anche il sangue dal cuore. Nelle parole di Metherel, “Esattamente come Giovanni descrive nel suo Vangelo.” Gesù è morto di un cuor rotto!
Perché Gesù ha scelto di morire di un cuor rotto?
I soldati vedono l’ultimo respiro di Gesù, forano Gesù con una lancia, lo fanno scendere dalla croce e vedono che non respira, e sono convinti che è morto. Essi sanno che saranno uccisi se dichiarano che è morto ma non lo è. Comunque, questi esperti nella crocifissione, questi uomini militari con esperienza nella morte sono convinti che è morto.
Non c’era assolutamente nessun dubbio che Gesù era morto. Punto e basta.
Ma perché è morto?
"Cristo è morto per noi" per mostrare "la grandezza del proprio amore per noi" (Romani 5:8). Gesù ti conosce pienamente ed è morto per te.
Gesù conosce che eri peccatore e che pecchi ancora ed è morto per te. Gesù ha tutto il potere nell'universo ma non si è salvato ed è morto per te. Ora vuole usare quel potere per cambiare la tua vita. Gesù ha affrontato la morte con coraggio e con amore. Come affronterai la tua vita? Chi è amato completamente, riesce a fare grandi cose (1 Giovanni 4:19-Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo). Come risponderai all'amore di Gesù rivelato nella Sua morte, nella Sua morte per te?
per informazioni su questo articolo:info@MissionePerTe.it
Chi è il Dottor Metherel?
Il Dottor Alexander Metherell è laureato in medicina all’Università di Miami, Florida (Usa), dottorato in ingegneria nell’Università di Bristol (Inghilterra), certificato diagnostico dal Consiglio Americano di Radiologia, consulente all’Istituto Nazionale (Americano) del Cuore, Polmone, e Sangue di Bethesda, Maryland (Usa), editore di 5 libri scientifici, e scrittore di articoli per riviste tipo Aerospace Medicine, Scientific American, The Physicologist, e Biophysics Journal. E’ stato intervistato sul tema della crocifissione per il libro Il Caso per Cristo (The Case for Christ, Zondervan)