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La terza eta'

Qual'Ŕ la considerazione che dell'anziano si ha leggendo la Bibbia? Che cosa ci rivela su quella che Ŕ conosciuta come l'ultima stagione della vita? Mediante suggestive metafore la parola ci ricorda anzitutto in tono realistico la progressiva decadenza dell'anziano fino alle soglie della morte:"Intanto questo mio corpo si disfa come legno tarlato, come un abito roso dal tarlo"(Giobbe 13:28).


L'esperienza dell'affievolirsi delle forze fisiche e psichiche,quando(Ecclesiaste 12:3-7)"non si avrà più alcun piacere...il sole, la luce, la luna, le stelle si oscurano"(perdita della vista),"i guardiani della casa tremano"(artrosi morbo di Parkinson...),"le macinatrici si fermano perchè son ridotte a poche"(bocca sdentata), "i due battenti della porta si chiudono" (sordità), "si avrà paura delle alture"(difficoltà motorie)...non provoca però nel credente sensi di smarrimento o disperazione. Sebbene gli occhi possano indebolirsi tanto da non vederci più, come nel caso di Isacco (Gen. 27:1), di Giacobbe (Gen. 48:10) e del sommo sacerdote Eli (1Sam. 4:15), tuttavia la vecchiaia è considerata positivamente dalla Bibbia, che ce la presenta come un'età benedetta. L'anziano è presentato(e apprezzato) come l'uomo della sapienza, del consiglio e del giudizio.

Ai tempi di Mosè fu voluta da Dio perfino un'importante istituzione civile e religiosa formata da un collegio di anziani deputati a varie mansioni: giudici (Deuter. 19:12), consiglieri(Esodo 24:14),ruoli direttivi(Esodo 24:14).Questa classe sociale è ricordata molto spesso nella Bibbia con l'espressione"gli anziani di Israele","gli anziani del popolo" e "gli anziani della città". Fondamento di questo grande rispetto, onore e considerazione che si deve all'anziano è la legge presente nel libro del Levitico: " Alzati davanti al capo canuto, onora la persona del vecchio e temi il tuo Dio. Io sono il Signore" (Le 19:32),L 'ordine di onorare l'anziano ritorna altrove nella Bibbia, in particolare in riferimento ai familiari (Pr 23:22).

La Bibbia ci riporta anche una breve quanto suggestiva preghiera che il salmista, ormai avanti negli anni, rivolge a Dio: "Non respingermi al tempo della vecchiaia, non abbandonarmi quando le mie forze declinano" (Sal.71:9).

Alla luce della Parola di Dio I'anzianità non è dunque un tempo di decadimento, di rinuncia e chiusura. E un tempo diverso, certo, ma non meno fecondo e importante per se e per gli altri. Il vecchio non si taglia, perche porta ancora frutto: darà meno frutto, ma non è la quantità che conta, piuttosto è la qualità.

La vecchiaia non è quindi una disgrazia, ma una grazia, una ricchezza e non una povertà. Pur nei suoi limiti ed acciacchi è un dono di Dio (che molti non ricevono!), l'occasione di una maturità umana e spirituale, di una testimonianza di fede da offrire ai più giovani,

L' apostolo Paolo, sul finire della sua missione, si dichiara "vecchio" (Fi 9) eppure egli afferma che, con Cristo, tutto è rinnovato, tutto è nuovo, anche nella vecchiaia: "Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie son passate: ecco, son diventate nuove" (2Co5:17)!

Ed è proprio su questo sguardo di fede aperto verso l'orizzonte del cielo che l'ultima stagione della vita acquista il suo pieno e definitivo valore: " Bisogna prepararsi a diventare giovani ". La giovinezza o rigenerazione di cui parla l'apostolo non è quella ottenuta faticosamente (e inutilmente) con operazioni di lifting o speciali creme di bellezza. Non si tratta di una riverniciatura come avviene per una vecchia automobile: la verità del messaggio biblico tocca direttamente l'essenza della nostra vita e del nostro destino. Ecco perchè Paolo può affermare:" Perciò non ci scoraggiamo; ma, anche se il nostro uomo esteriore si va disfacendo, il nostro uomo interiore si rinnova di giorno in giorno. Perchè la nostra momentanea, leggera afflizione, ci produce un sempre più grande, smisurato, peso eterno di gloria, mentre abbiamo lo sguardo intento non alle cose che si vedono, ma a quelle che non si vedono, poiche le cose che si vedono sono per un tempo, ma quelle che non si vedono sono eterne"(2Cor. 4:16-18)